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CortoCortissimo - Venezia 66

Si è conclusa giovedì 10 settembre “CortoCortissimo”, la sezione dedicata ai cortometraggi della 66ema Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Ecco i tre premi assegnati dalla giuria presieduta da Stuart Gordon, e formata da Sitora Alieva e Steve Ricci, :

Leone Corto Cortissimo al film Eersgeborene (Firstborn) di Etienne Kallos (Sud Africa/Usa), che racconta il rapporto incestuoso tra due fratelli in una famiglia cattolica. È il corto con la migliore struttura narrativa, in cui i rapporti di forza tra i membri della famiglia sono resi con una vividezza esemplare, come in un dramma elisabettiano. La luce tersa in cui è immersa la campagna sudafricana amplifica ancora di più la potenza della narrazione.

La candidatura Mostra di Venezia Nomination per gli European Film Award a Sinner di Meni Philip (Israele), la storia di un bambino che subisce una molestia sessuale da parte di un rabbino, in una comunità religiosa ebraica, che racconta senza retorica l’angoscia del peccato, e la scoperta di un mondo senza espiazione né perdono.

Menzione Speciale a Felicità di Salomé Aleksi (Georgia).
Una commedia dalle sfumature aspre. I funerali di un uomo sono commentati dalla voce della moglie, che chiama dall’Italia dove lavora come badante, per mantenere la famiglia, attraverso un cellulare appoggiato sul cuore del marito, e collegato a sua volta a degli amplificatori che diffondono la sua voce. Tra il senso di colpa e l’orgoglio per il denaro inviato, si racconta la diaspora delle famiglie Georgiane, che vedono le loro donne partire e non tornare, nemmeno per piangere i loro morti.

Tra i lavori migliori, fuori dalla rosa dei vincitori, vanno segnalati Kingyo, di Edmund Jeo (Giappone/Malaysia), un corto struggente, ispirato a un racconto di Kawabata Yasunari, sui temi del ricordo, e sui simboli del passato che ci accompagnano e ci tormentano e Kinematograph di Tomek Baginski (Polonia), un corto di animazione che racconta il cinema prima del cinema, immaginando un inventore che ha già scoperto il modo di riprodurre immagini in movimento pochi giorni prima dei Lumiére, meglio dei Lumiére, creando già il sonoro. Aspetta a brevettarla, perché vorrebbe arrivare a riprodurre anche il colore. Grazie a un’intuizione della moglie, che sarà il suo primo soggetto, riesce infine a trovare la soluzione. Ma pochi istanti dopo l’invenzione del secolo, sua moglie muore di tisi. All’inventore non resta che far rivivere la moglie sullo schermo, compiendo, nel momento esatto della sua nascita, il senso ultimo della riproduzione cinematografica, la sconfitta della morte.

(S.I.)
 

Per informazioni: festival@shortock.com
 
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